Scacchi, poker e fuzionamento della mente
La frase di oggi è la seguente: “i progressi fatti nel campo degli scacchi computerizzati non sono stati in grado di fare luce sul funzionamento della mente”, ha scritto Garry Kasparov. Ora per i programmatori è arrivata una sfida ancora più grande: il poker. Nel The New York Review of Books (Rassegna dei Libri del New York), Garry Kasparov, il grande maestro che ha vinto e perso contro i computer, accusa i programmatori di software scacchistici di mancare di innovazione “non sono riusciti a creare un programma in grado di giocare a scacchi simulando la modalità di pensiero umana”:
Il sogno di creare un’intelligenza artificiale che fosse in grado di impegnarsi in un gioco che simboleggia il pensiero umano, è ormai stato abbandonato. Ogni anno ci sono nuovi programmi di scacchi, nuove versioni di quelli vecchi, tutti basati sullo stesso concetto di scegliere una mossa cercando tra milioni di possibilità, un principio che era stato sviluppato tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70.
Se i programmatori vogliono davvero comprendere e simulare il pensiero umano Kasparov suggerisce che dovrebbero occuparsi di poker: “Mentre gli scacchi sono un gioco con il 100% di informazioni disponibili – infatti entrambi i giocatori hanno a disposizione tutti i dati in ogni momento del gioco – e quindi facilmente replicabile dalla capacità di un computer, il poker ha delle carte coperte e puntate variabili, in questo modo il gioco crea uno spazio critico per il caso, il bluff e la gestione del rischio.
Questi elementi del poker potrebbero sembrare totalmente basati sulla psicologia umana e quindi invulnerabili alle incursioni dei computer. Una macchina può facilmente calcolare le probabilità di ogni mano, ma cosa fare quando un avversario che ha probabilità scarse e fa una puntata molto alta? “I computer stanno avanzando anche in questo campo,” ha aggiunto Kasparov, prevedendo un notevole impatto sul mondo del gioco online. Forse presto anche in questo campo le macchine saranno una scommessa migliore.



